Orthos | Specialisti in Ortopedia
La Medicina dello Sport nasce come branca della medicina che si sviluppa per la prevenzione e tutela della salute degli atleti agonistici o di chiunque pratichi sport, a livello agonistico o anche solo saltuariamente. In un contesto medico e ortopedico in particolare, quando si parla di sport, si pensa spesso alle patologie delle articolazioni o alle lesioni acute o degenerative da sport.
La nostra equipe Orthos si interessa in particolare delle patologie sportive del ginocchio, della spalla e della caviglia.
Menisco
Il menisco è una struttura fibrocartilaginea che si trova all’interno dell’articolazione del ginocchio e che ha diverse funzioni, spesso anche in associazione tra loro. La sua funzione principale è quella di assorbire i carichi e di intervenire nei movimenti, limitando il gioco articolare tra le 2 superfici ossee, il femore e la tibia, e proteggendo la cartilagine che le riveste.
Le lesioni al menisco possono essere di tipo traumatico, specie negli sportivi, o di tipo degenerativo che dipende dal fatto che il nostro menisco con il tempo va incontro a un’usura perdendo la sua elasticità e andando incontro ad una degenerazione di tipo artrosico.
La diagnosi di una lesione meniscale è essenzialmente clinica, attraverso una visita ortopedica e un esame strumentale, in particolare la Risonanza Magnetica Nucleare ad alto campo (1.5 tesla) che ci permette di capire al meglio il tipo di lesione, la presenza di eventuali lesioni associate e la qualità del tessuto meniscale residuo.
Il trattamento delle lesioni del menisco è cambiato nel tempo. Mentre una volta veniva quasi sempre sacrificato/asportato con le conseguenze inevitabili di accelerare il quadro degenerativo artrosico, oggi si cerca di essere il più possibile conservativi.
La difficoltà della guarigione di una lesione meniscale dipende dalle sue caratteristiche anatomiche ed in particolare dalla sua vascolarizzazione essendo la sua parte periferica a ridosso della capsula articolare l’unica zona vascolarizzata, mentre la parte centrale dell’articolazione è del tutto priva di apporto ematico.
Quindi, le lesioni traumatiche, quando possibile, bisogna cercare di suturarle, mentre per le lesioni degenerative se non sintomatiche vanno trattate in maniera conservativa.
Legamenti
I legamenti principali del ginocchio sono 4, i legamenti crociati anteriore e posteriore e i legamenti collaterali mediale e laterale.
Nella traumatologia sportiva, spesso ci dobbiamo confrontare con la lesione dei legamenti.
Il più coinvolto ed il più importante dal punto di vista funzionale è sicuramente il legamento crociato anteriore. Sì, perché la rottura del legamento crociato anteriore, a differenza degli altri legamenti che hanno una certa percentuale di guarigione spontanea, va sempre trattata chirurgicamente.
Per ridare stabilità al ginocchio e quindi in sostituzione del legamento crociato anteriore rotto si utilizzano altri tendini del ginocchio stesso quali il tendine rotuleo, il quadricipitale, il semitendinoso isolato o in associazione al gracile. Ci sono poi altre possibilità con l’uso di legamenti sintetici. La scelta naturalmente dipende dal chirurgo, dalle caratteristiche del paziente e dalla gravità della lesione che ci si trova a dover trattare.
Un’altra patologia molto comune che interessa il ginocchio in particolare è quella che colpisce la cartilagine.

Cartilagine
La cartilagine del ginocchio è un tessuto connettivo elastico e resistente che ricopre le superfici ossee all’interno dell’articolazione del ginocchio. Ha diverse funzioni importanti:
- Ammortizzazione: La cartilagine agisce come uno strato protettivo che ammortizza le superfici articolari, riducendo l’attrito tra le ossa durante il movimento. Questo permette di assorbire gli impatti e di distribuire uniformemente il carico sulla superficie articolare.
- Riduzione dell’attrito: La superficie liscia e scivolosa della cartilagine consente alle ossa di scorrere senza attrito l’una sull’altra durante i movimenti articolari. Ciò permette di avere una mobilità fluida e indolore nel ginocchio.
- Assorbimento dello shock: Durante attività come la corsa o il salto, la cartilagine aiuta ad assorbire le forze di impatto generate dal movimento e a ridistribuirle in modo uniforme attraverso l’articolazione del ginocchio. Questo contribuisce a proteggere le strutture interne del ginocchio, come i legamenti e i menischi.
- Nutrizione dell’articolazione: La cartilagine è avascolare, il che significa che non ha una propria rete di vasi sanguigni. Riceve nutrimento attraverso il liquido sinoviale presente nell’articolazione. Durante il movimento, la compressione e il rilascio della cartilagine favoriscono lo scambio di sostanze nutritive e rifiuti tra il liquido sinoviale e le cellule della cartilagine, mantenendo la sua salute e funzionalità.
La cartilagine del ginocchio è essenziale per il corretto funzionamento dell’articolazione e per garantire movimenti fluidi e indolori. Tuttavia, a causa dell’usura, dell’invecchiamento o di lesioni traumatiche, la cartilagine può essere danneggiata, compromettendo la sua funzione e causando sintomi come dolore, gonfiore e limitazione del movimento.
Le lesioni cartilaginee sono una patologia che frequentemente colpisce anche gli sportivi, specialmente quelli che praticano sport di contatto o con movimenti ripetitivi che possono portare a lesioni del ginocchio, come le rotture dei menischi o delle lesioni del condilo femorale distale.
Ci sono vari gradi di interessamento della cartilagine che dipendono dalla profondità della lesione stessa, dal semplice rammollimento fino all’esposizione dell’osso sottostante.
La diagnosi di una lesione cartilaginea è essenzialmente clinica, attraverso una visita ortopedica e un esame strumentale, in particolare la Risonanza Magnetica Nucleare ad alto campo (1.5 tesla) che ci permette di capire al meglio il tipo di lesione, la presenza di eventuali lesioni associate e la qualità del tessuto cartilagineo residuo.
Il trattamento delle lesioni cartilaginee è cambiato nel tempo. Mentre una volta venivano quasi sempre trattate con la tecnica dell’abrasione, oggi si cerca di essere il più possibile conservativi.
Per le lesioni di piccole dimensioni, la terapia conservativa può essere sufficiente. Per le lesioni più estese o profonde, tuttavia, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.
La chirurgia della cartilagine, però, non è un’operazione semplice. La cartilagine è un tessuto difficile da riparare perché non ha una propria rete di vasi sanguigni, il che significa che non ha un buon potenziale di guarigione. Inoltre, la nuova cartilagine che si forma dopo un intervento chirurgico non è identica a quella originale, ma è di tipo fibroso, che non ha le stesse proprietà meccaniche e funzionali della cartilagine originale.
Ci sono diverse tecniche chirurgiche per trattare le lesioni della cartilagine, tra cui la microfratturazione, l’implantazione autologa di condrociti, l’osteochondral autograft transfer system (OATS), e l’allograft osteochondrale. La scelta della tecnica dipende dalla dimensione e dalla posizione della lesione, dalle caratteristiche del paziente, e dal chirurgo.